QUATTRO CONSIGLI DI TOM BELZ

1. CREDI SEMPRE IN TE STESSO Tom Belz ha imparato in tenera età a gestire situazioni estreme e a contare sulle proprie energie per uscire dalla depressione. Come afferma lui stesso: «E’ questa caratteristica o atteggiamento che alla fine determina come dev’essere la tua vita – che fa sì che tu consideri la vita come un’opportunità per crescere e superare i tuoi limiti.»

2. FARSI COINVOLGERE DA ALTRE PERSONE (FIDATE) Oltre che sulle guide locali africane che lo hanno costantemente sostenuto e motivato nei momenti di maggior rischio, Tom ha potuto contare sul sostegno di Klaus Siegler, il medico che lo aveva curato da bambino e che lo ha accompagnato anche in questa impresa. E anche sui suoi genitori, che seppur se non presenti fisicamente, gli davano energia. «Mentre affrontavo l’ultimo tratto, pensavo molto a loro e questo pensiero mi dava forza.»

3. ABBIGLIAMENTO DI QUALITA’ SUPERIORE Una spedizione sul Kilimangiaro è impegnativa anche per i capi di abbigliamento che si utilizzano. Durante la salita si attraversano diverse zone climatiche, la vegetazione cambia. Dalle aree umide tropicali ai piedi del massiccio si procede fin oltre il limite delle nevi, vicino alla vetta. Per evitare il rischio di raffreddamento e ipotermia, bisogna utilizzare capi funzionali traspiranti ben calibrati e da questo punto di vista Tom ha trovato in Mammut il partner ideale per l’equipaggiamento.

4. PIANIFICAZIONE E PREPARAZIONE SCRUPOLOSA Anche una montagna come il Kilimangiaro, che si scala senza ramponi e attrezzatura da alta montagna, non va sottovalutata. Tom si è preparato all’impresa con un allenamento intensivo di anni e una preparazione specifica in Svizzera (v. sopra).